Dieci anni
di serie A sono volati via, una grande dominatrice, la Juventus di Andrea
Agnelli a farla da padrone e tante, piccole, pretendenti, a contenderle lo
scettro, mai realmente in discussione. Eppure gli anni dieci di questo secolo
erano cominciati all’insegna di Milano, candidatasi violentemente come capitale
del calcio italiano, grazie all’Inter del “triplete” e al Milan targato Ibra,
ma nonostante le buone premesse le due compagini lombarde sono venute meno
dinnanzi alla necessità di rinnovamento delle proprie rose. L’intelligenza
societaria della Juventus ha trovate in fin dei conti poche difficoltà ad
ergersi come nuova Regina del calcio italiano e a poco sono valsi i timidi
tentativi di Roma e Napoli durante questi anni; soltanto oggi, grazie alla
nuova organizzazione societaria dell’Inter di Zhang, sembra esserci
(finalmente) una degna pretendente allo scudetto. In questo articolo vi
presento il mio team ideale, composto dai calciatori che negli anni 2010 –
2019, secondo il mio modesto parere, hanno lasciato più di tutti la loro
impronta nel nostro massimo campionato.
PORTIERE
- Samir
Handanovic. Senza
ombra di dubbio lo sloveno è il miglior portiere non solo della Serie A, ma
dell’intero continente europeo. Decisivo come nessuno, è ancora l’uomo più
importante della sua squadra, al quale ha giurato un amore eterno che non è
stato per nulla ripagato in termini di titoli e affermazione internazionale.
DIFENSORI
- Giorgio
Chiellini e Andrea
Barzagli. I 2 meritano una menzione condivisa, in quanto insieme hanno
contribuito in maniera determinante a rendere Leonardo Bonucci un giocatore di
Serie A, mascherando le sue ridicole doti difensive ed operando con estrema
attenzione e sacrificio nella più grande menzogna calcistica italiana del XXI
secolo.
- Juan
Cuadrado. Il terzino
colombiano, sin dagli esordi in Friuli, ha sempre dimostrato di essere un
atleta eccezionalmente duttile, nonché di essere munito d’una rapidità e un
cambio di passo fuori dal comune. In questi dieci anni ha deliziato le platee
del nostro campionato con estro da funambolo e merita di diritto il posto di
terzino destro in questo team.
- Senad
Lulic. La Lazio
meritava un uomo in questo team e chi meglio del suo capitano, decisivo nella
sentitissima finale di coppa Italia contro la Roma nel 2013 e, 6 anni dopo,
nella finale di supercoppa contro la Juventus? Ve lo dico io, nessuno. Lulic
non sarà il terzino sinistro più forte della serie A, ma è sicuramente quello
che più di tutti merita di far parte di questa squadra.
CENTROCAMPISTI
- Miralem
Pjanic. Il metronomo
bosniaco arriva a Roma nel 2011 e matura definitivamente nella Juventus dal
2016 in poi. Ad oggi è ancora il perno di centrocampo della squadra di Sarri.
Inserirlo è obbligo morale.
- Radja
Nainggolan. Il ninja
è decisivo e continuo con tutte le maglie che indossa, può far discutere sotto
il profilo professionale, ma in campo è sicuramente il centrocampista che più
di tutti ha contribuito ai successi delle proprie squadre in questi dieci anni
di serie A, anche quando è stato scaricato e messo ai margini del progetto.
- Marek
Hamsik. Impossibile
non inserire il capitano del Napoli, recordman di gol con la maglia azzurra e
simbolo dei partenopei degli anni ’10. Centrocampista completo, conquista 3
trofei e contribuisce in maniera determinante a rendere i campani una squadra
di livello internazionale.
ATTACCANTI
- Alejandro
Gomez. L’Atalanta,
così come la Lazio, meritava un esponente nel team e il suo capitano è l’uomo
più indicato per ricoprire l’importante ruolo di ala sinistra d’attacco,
considerando il suo approdo a Catania esattamente agli albori degli anni ’10 e
la sua definitiva esplosione sotto la guida del Gasp nell’ascesa europea della
squadra orobica.
- Dries
Mertens. Per il
ruolo di ala destra erano tanti i contendenti, ma alla fine la spunta il belga,
essenzialmente perché è un giocatore fantastico, che con il pallone fa un po’
quello che vuole e, cosa non da poco, segna anche una caterva di gol. E’ per me
il fuoriclasse assoluto degli anni ’10, imprescindibile per ogni tipo di formazione.
- Gonzalo
Higuain. Per la
punta la scelta è stata piuttosto semplice: se segni 36 gol in una stagione non
puoi non essere citato come miglior attaccante del decennio. Ancor di più se
dopo quella stagione passi alla squadra più forte e suggelli tutto ciò di
eccezionale che hai fatto vedere con la cosa più importante di qualunque sport:
i titoli.
La squadra
che ho disegnato gioca col 4-3-3, se dovessi scegliere un allenatore indicherei
Maurizio Sarri, che non ha vinto niente, ma io Allegri e Conte proprio non ce
li voglio mettere.
Handanovic
Cuadrado -
Barzagli - Chiellini - Lulic
Nainggolan -
Pjanic - Hamsik
Mertens - Higuain -
Gomez